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è una suggestiva ipotesi che propone una visione ciclica
dell’andamento della partecipazione per cui ad un periodo
di intensa partecipazione sociale e politica segue un
periodo di stasi e arretramento. Così se negli anni ‘80 si
registrava un movimento definito di riflusso,
complementare a quello degli anni ‘70, caratterizzato da
una forte spinta partecipativa, dovremmo oggi trovarci ad
affrontare un tempo di nuovo riflusso, che non è stato in
realtà preceduto dal complementare periodo di grande
partecipazione.
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Non solo: oggi si tende a semplificare puntando l’incide sul
fatto che è in crisi la partecipazione giovanile (considerandola
come presenza) alla vita istituzionale; ma in realtà anche
quella degli adulti non vive certo un momento di massimo… Ma la
partecipazione è il presupposto della democrazia e non si vuole
certo affermare che c’è una crisi di democrazia. Esistono invece
nuove forme e nuovi modelli di partecipazione dei giovani, che
oggi vanno riconosciute, intercettate lavorando con e per i
giovani per costruire cittadinanza attiva giovanile. Questi sono
i principi guida della “Carta europea di partecipazione dei
giovani alla vita locale ” a cui si rifanno i contenuti dei
documenti riportati di seguito.
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